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Nei dipinti emerge l’amore di Patrizia Maffei per gli animali, elementi presenti nella maggior parte dei quadri e che evidenziano l’attenzione dell’artista alle creature che, molto più dell’uomo, sanno vivere in simbiosi con la natura che li circonda........

 

PatriziaMaffei.com-Le recensioni

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Presentazione Critica del Critico d’Arte GERARD ARGELIER in occasione del riconoscimento “Artiste de Montmartre 2008” Patrizia Maffei, un’Artista che ci propone con delicate tonalità, il panorama intimo della sua creatività. Formulazioni visive che osservano la figura per sottoporla alla sua magica interpretazione. L’Artista sa rivelare l’intensità degli sguardi, con assolute formule cromatiche capaci di creare luminosi sfondi per dare risalto alla figura stessa. Una comunicazione visiva che indugia sulle molteplici e ricche armonie del figurativo, sottolineando la sua passione per la dolcezza dei volti femminili. Opere ricche di armonia e mistero, fascinose ed energiche nella descrizione del carnevale, con intensità cromatiche e preziosità della figura. L’istinto e l’inconscio si fondono per creare la sua ottima visione del paesaggio, che diventa irreale e assolutamente fiabesco nell’osservazione della realtà. Un dosaggio tonale delle sfumature delicata e diafane, serve da equilibrio assoluto per la sua trasformazione creativa. La ricca tavolozza segue i contorni dei suoi filtri emotivi, nel percorso emotivo del suo linguaggio pittorico. Patrizia Maffei dimostra una innata passione per il disegno, con fluenti ed evocativi dialoghi aproposito della sua creatività. Senza indugio, ella percorre i tratti della figura, del paesaggio, donando ottime espressione del suo culto artistico. Nelle sue opere è svelata l’armonia compositiva di chi ama l’arte, e me ascolta i fremiti, indicando passioni ed interessi per una tendenza che non segue canoni stilistici di mercato, ma ascolta unicamente i sussurri del suo spirito artistico. Una pittura evocativa, fatta di sentimenti, fascino e magia, filtrata dalla rapidità del gesto, che le permette ogni personale interpretazione della realtà che la circonda. La sua ricerca è in continua evoluzione e prosegue nella crescita espressiva capace di donare vere ed intense emozioni, con la gestualità densa di ritmo e personale nel segno. (traduzione di M.Belgiovine) Gerard Argelier
Presentazione Critica della Dott.ssa Elena Cicchetti Viterbo - maggio 2008 La pittura di Patrizia Maffei si può definire ricerca rigorosa, sostenuta da creatività del tutto personale e con un gusto raffinato del colore. L’alternanza ritmica di cromie diventa espressione ed è il simbolo di una attività analitica sottile e precisa. Tutto si anima dando all’osservatore la certezza di una serenità interiore, talvolta velata da una modesta malinconia, specie quando realizza le figure femminili, che sembrano riflettere sulla complessità dei problemi umani. I suoi quadri sono sollecitati da valori umani e spirituali, cosparsi da un’armonia di colori che stimolano i sentimenti ed il realismo estetico. Tutto ciò che tocca la sensibilità dell’artista è motivo di ispirazione. Dotata di buona tecnica e di una raffinata orchestrazione degli oggetti, è in grado di stupire l’osservatore per la precisione con cui riesce ad eseguire le sue opere. I quadri di Patrizia Maffei sono espressione di un io sensibile ed umano, che riesce a farlo percepire a tutti coloro che la circondano. Dott.ssa Elena Cicchetti
Presentazione del critico d’arte Andrea Diprè (nella trasmissione televisa “Tra forma e colore” trasmessa su SKY Sat 8 e Sat 9 nei mesi di gennaio e febbraio 2008 e registrata on line sul sito SKY Sat 8)

Presentazione del critico d’arte Andrea Diprè (nella trasmissione televisa “Tra forma e colore” trasmessa su SKY Sat 8 e Sat 9 nei mesi di gennaio e febbraio 2008 e registrata on line sul sito SKY Sat 8) Per Patrizia Maffei, artista di Tarquinia, la pittura è una pratica di proporzioni e dimensioni enormi... una montagna che non si è sgretolata come accade per molti artisti contemporanei, ma è ancora un Everest, recuperando luce, anima e racconto…recuperando i caratteri specifici del linguaggio artistico tradizionale… Per Patrizia la pittura è il flesh, la cattura di un attimo esemplare che la colpisce e la induce poi a creare ed impiegare il talento nelle sue opere. …C’è il recupero dell’arte, il disegno, il colore. Le immagini sono iscritte entro una dimensione che è così attenta alle grandi forme strutturate, al saper impugnare realmente i problemi con un plus valore di una caccia pionieristica intrepida al mistero…Grande artefice del colore e forza di contenuto, nelle sue opere tutto è accordato con un virtuosismo, con una capacità somma di rendere un universo superiore rispetto a quello che è nella realtà. L’arte può vincere, può superare le sembianze del reale per arrivare ad una rappresentazione superiore, più immaginifica,…il punto di sutura, di congiunzione, tra contenuto e bellezza dell’opera rappresentata. La complessità della pittura di Patrizia Maffei riguarda non soltanto il mistero, l’enigma che si cela dietro le immagini dei suoi dipinti, ma è anche documentazione di un percorso dove l’artista dimostra la sua bella disposizione a ragionare sulle cose, a studiarle, prima di metterle sulla tela. La sua pittura raggiunge una fascinazione totale proprio per la complessità dell’esecuzione. Velature, colore intenso, vivacissimo eppure tutto accordato…c’è questa tensione al dettaglio, al particolare, che non è iperrealismo ma è un realismo dettato dall’anima, è un realismo quasi del sentimento, un realismo dello spirito… Per Patrizia Maffei la pittura deve essere un momento di incontro tra ciò che sentiamo e bellezza di ciò che vediamo…le opere di questa artista devono conquistare non solo per come sono fatte, ma anche per ciò che rappresentano, ciò che custodiscono, il loro valore intrinseco e ontologico… L’opera di Patrizia è l’esempio mirabile di arte sinestetica…cioè il sentire… è tipico per lei rappresentare un aspetto apparentemente quotidiano,… ma quello che conta è il concetto della salvazione, questo procedere verso una luce, arrivare a cogliere uno stato di progressiva purificazione dalle scorie dell’apparenza in favore di una sostanza, quella della pittura che qui pulsa… L’aspetto che fa così straordinaria l’esperienza artistica di Patrizia Maffei è la componente accademica che è posta nelle sue opere sempre marginalmente nell’economia della figurazione che invece acquisisce una coerenza formale ad altissimo livello, proprio per pura volontà immaginativa. Questa è l’arte! Cioè quando si esce da ogni tipo di convenzione …Poesia solenne, austera, monumentale, senza riserve, una poesia fatta di piena e totale adesione all’immagine, senza significazioni intellettuali, senza falsi monumentalismi... Quell’amore che Patrizia ha per l’uomo si trasferisce anche nell’animale che è per un organismo, una creatura che deve vivere accordato con storia e natura, cioè con la placida compostezza dell’universo…l’animale nelle opere di Patrizia Maffei non è mai sentito come forza delittuosa, negativa, …è sentita come una parte dell’universo, del creato, con il suo istinto, la sua forza e la sua carica… come questa “tigre” così come rappresentata sembra porre Patrizia come una sorta di difesa della natura…come se la natura avesse scelto Patrizia come guardiana, come estremo baluardo per difendersi, una natura sempre più minacciata, sempre più devastata. Ecco perché anche l’attenzione per questa sorta di enfasi, una tigre appunto da difendere, una natura che vuole difendersi, una natura che si serve dell’abilità, del virtuosismo, della capacità di questa pittrice, proprio per difendere se stessa… la coerenza formale, altissima di questa immagine, con sempre il suo timbro, inconfondibile, puro, nel modo di rappresentare di figurare di quest’artista. Un’artista che sembra documentare ciò che vede, è così in parte, ma che non è del tutto così…per questo le immagini, dalla “tigre” al personaggio, agli uomini, all’humanitas, sempre tutto concorre a rappresentare un’immagine dell’universo presente alla sua coscienza…come l’appassionata sete con cui si volge ad esplorare il mondo, le sue creature, senza differenza tra uomini e animali,… due tipologie diverse per istinto, per indole, eppure espressione di una natura da difendere, da non violare.

Andrea Diprè (Critico d’arte)

“Una pittura generosa nel particolare e nell’utilizzo della tavolozza, realizzata esponendo una cromaticità che sottolinea la sua bravura nella descrizione dei soggetti. Una grande poetessa della natura, in grado di esaminare i molteplici suggerimenti della sua creatività ricca di particolari espressivi e di formule compositive filtrate dalla sua ricerca”.

Prof. Mariarosaria Belgiovine

Sfogliando il catalogo delle opere di Patrizia Maffei risulta evidente come la sua produzione ruoti per lo più intorno ad un unico tema: la natura. L’artista non si limita però a bloccarla in copie perfette da un punto di vista formale, appunto in quanto copie aride, statiche, inanimate, bensì riesce a “catturarne” e trasferire sulla tela l’intima essenza, cioè la prorompente forza vitale. Nascono in questo modo immagini di forte impatto visivo ed emotivo, coinvolgenti proprio perché vive, pronte ad animarsi e a mutare sotto i nostri occhi. Così le composizioni di fiori e frutti, per le quali la definizione “natura morta” va usata solo per indicarne l’ascrizione ad un genere pittorico: soffici mimose; sgargianti papaveri; cesti di agrumi o di prodotti autunnali; lillà da cui pare sprigionarsi un delicato profumo.

Così i paesaggi, dagli affascinanti colori: le gradazioni del rosa proprie del cielo all’alba (“Aurora dalle dita rosee” dice Omero”) o quelle del blu-violetto che esso assume in una notte rischiarata dalla luna; il bianco morbido della neve o quello violento ed abbagliante dei raggi solari, aguzze lame di luce che entrano di prepotenza tra gli alberi di un bosco annullandone quali la materialità di tronchi e rami; il caldo colore dorato che il tramonto regala al fiume o alle vasche di sale, fondendo e confondendo in un’unica tonalità cromatica acqua e cielo.Così le rappresentazioni di animali: guizzanti pesci tropicali; teneri cuccioletti; cani curiosamente in posa come esseri umani in ritratti di famiglia; un superbo gatto che ci guarda con aria di sfida; una maestosa tigre in procinto di uscire quasi dalla tela per assalirci, con le fauci aperte in un ruggito che è insieme perentoria affermazione e difesa della propria libertà contro chi intende sottrargliela. Ma forse la stessa rabbiosa e disperata ribellione della tigre (non a caso scelta per il frontespizio del catalogo) in realtà è anche la molla che spinge la Maffei a “rifugiarsi” nella natura:una rivolta (inconscia?) contro il mondo per come è diventato da quando non ne segue più le regole ed i ritmi. E ciò può spiegare pure il ruolo secondario assegnato dalla pittrice alla figura umana, che, se presente ricopre sempre una posizione decisamente subordinata, a far da sfondo all’elemento naturale (e non viceversa, come accade di solito) anche quando sembra essere l’apparente protagonista del dipinto. “Natura e vita” si intitola il catalogo della Maffei e in effetti le rare volte in cui l’uomo appare da solo, non in compagnia della natura, risulta privo di vita, di vera vita, al di là di quella puramente biologica: padre, madre e figlia, vicini solo da un punto di vista fisico ma lontani e distaccati l’uno dall’altro; un uomo che procede solitario in una giornata di pioggia, in cui il freddo ed il grigiore del clima e dell’ambiente circostante riflettono il vuoto della sua piatta esistenza; una fanciulla che immersa in un sonno profondo evade dalla realtà rifugiandosi in un mondo di sogni. Quello che forse vorrebbe fare la pittrice stessa, la quale trova la sua possibilità di fuga appunto nei quadri. Recensione della dott.ssa Norma Boari

Sensazioni forti di chi ricerca se stessa nelle immagini, "tese" verso il perfezionamento del suo IO; Lei immerge il pennello nella sua anima per trarne i colori dei suoi quadri e in ogni suo quadro Lei nasce di nuovo... solo per anelare ad un nuovo quadro, solo per continuarequella sua ricerca di perfezione che si chiama,  per Lei, vita!

oltre la tela
oltre la tela Patrizia Maffei

Patrizia ci trascina con i suoi quadri nella sua ricerca di perfezione e di chiarezza assoluta! Un rapporto chiaro e onesto con chi guarda i suoi quadri, un rapporto che vorrebbe avere con tutti quelli che le si avvicinano, nella vita di tutti i giorni. Non ci solo toni sfumati o linee accennate, tutto è forza, eleganza ma, soprattutto, decisione artistica! La decisione di una donna che rende se stessa soltanto a se stessa e questo avviene attraverso un cammino di perfezionamento del colore, dell'immegine e, soprattutto, di Lei.  ...Non una catarsi ma un viaggio iniziatico verso il più sacro dei templi, quello che racchiude la sua splendida anima. (recensione del Prof. Stefano Leopardi - Mostra Emozione ... è arte" Borgo di Ostia Antica - Roma 6-20 maggio 2007)

Anche Patrizia Maffei non è riuscita a vincere il fascino che la natura esercita in campo artistico. Quindi con grande delicatezza  ecco che viene più volte riproposto specialmente il mare, a volte calmo, a volte più agitato, sul quale si dondolano pigramente barche.A qualcuno può  sembrare una natura troppo serena, angoli troppo idilliaci, ma sono paesaggi che nascono dal di dentro, dallo spirito e dalla sensibilità della pittrice, prima che dall’osservazione e dalla ricerca realistica.Guardando alcune delle opere esposte sembra tornare a rivivere in un’epoca, quella degli anni venti e trenta, lontana più che cronologicamente, spiritualmente da  quella in cui si vive oggi.

Paesaggi marini o lacustri su cui si protendono rami d’albero, paesaggi invernali o autunnali dove ancora è possibile scorgere,sugli alberi ormai privi di foglie, la traccia della ricchezza cromatica del periodo migliore Ecco ancora il paesaggio delle Saline in cui predominano le sfumature dorate del giallo sia del cielo che nelle vasche, rese ancora più evidenti dal cupo stagliarsi su di esse delle piante e dalle scure divisioni tra vasca e vasca…. ”Ogni quadro rispecchia ciò che sentivo mentre lo dipingevo” dice la Maffei ed è forse questo riflettere qualcosa di intimo e segreto che dà qualcosa di particolare alle sue opere.

Appuntamento, domani con l’arte di Patrizia Maffei.Cinquantenne di Tarquinia, P.Maffei inaugura la sua mostra personale di pittura presso la sede dell’Associazione artistico-culturale “La Lestra”, società tarquiniese che promuove l’esposizione.La mostra si protrarrà fino a domenica 19 giugno e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 18,00 alle 20,30. Radunate sotto il tema comune di “Natura e vita”, titolo della mostra, le opere colgono la natura nel suo ruolo di generatrice di vita. Esplosione di luce e colori si mescolano rappresentando degli spazi paesaggistici, definiti dall’autrice “angoli idilliaci nei quali tutto sembra esistere in perfetta sintonia con il mondo circostante”.

Nei dipinti emerge l’amore di Patrizia Maffei per gli animali elementi presenti nella maggior parte  dei quadri e che evidenziano l’attenzione dell’artista alle creature che, molto più dell’uomo, sanno vivere in simbiosi con la natura che li circonda“Sembra – spiega l’autrice della mostra – che al di là di ogni abiezione di vita, la bellezza della natura rimanga una realtà incontaminata ed assoluta da fissare compostamente per sempre, come sentimento vivo, sulla fine trama di una tela.”Affiora, da queste sue parole, un desiderio ma anche un invito all’alienazione nei quadri, forse l’unico modo, ai giorni d’oggi, per immergersi nella natura e dimenticarsi per un attimo del tempo inarrestabile.  MONICA SARDINI

TARQUINIA –A Palazzo Bruschi una personale di Patrizia Maffei. “Natura e vita” questo il titolo dell’itinerario pittorico che offre al pubblico l’artista della cittadina. Una personale quella della Maffei dove luci ed ombre si alternano nei colori cromatici di una natura colta nelle sue molteplici espressioni: fiori, animali, paesaggi, il tutto corredato da un perfetto equilibrio di forme e sfumature di colore. E’ una pittura che evoca emozioni, sensazioni anche contrastanti, le sue tele rimandano ad espressioni naturalistiche, spesso ricavate da esperienze dell’anima.

Il rapporto intimo e l’amore che lega l’artista alla natura è fonte di ispirazione per le sue tele, un’ispirazione che non ha limiti geografici, anzi è proprio nel viaggio che la Maffei trae sempre nuove forme di ispirazione e rinnovamento artisticoDagli scorci paesaggistici dai tetti e cortili del suo paese, al ritratto espressionistico di una fauna domestica come esotica, per arrivare oggi ad un’arte che predilige gli effetti cromatici floreali. E’ questo il tema che adesso attrae di più l’artista, forse nei suoi lillà, nelle solari margherite o nel rosso smagliante dei papaveri, espressione di vigore e vitalismo, l’animo riesce finalmente a rompere i legami costrittori dell’espressionismo minuzioso, che contraddistingue la sua prima ispirazione artistica.La mostra è stata organizzata dall’associazione artistica-culturale “La Lestra” di cui la Maffei è uno dei soci fondatori. ANNA MARIA VINCI

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Pubblicazioni

- pubblicazione sul “Dizionario enciclopedico  internazionale di arte contemporanea” anno 2006    Casa Editrice “Alba” di Ferrara

- pubblicazione sul “Dizionario enciclopedico  internazionale di arte contemporanea” anno 2007    Casa Editrice “Alba” di Ferrara

- pubblicazione sul n.6 Novembre-dicembre 2007 del periodico d’arte, Cultura, Scienza “Accademia” di Livorno;

- pubblicazione di un servizio giornalistico sulla rivista “BOE’ nel mese di febbraio 2008  in occasione del conferimento a Palermo del Trofeo  “Il Tempio”, quale premio alla carriera.

- pubblicazione, di alcune opere e premi conferiti alla pittrice, sul n.1 del mese di febbraio 2008 del periodico di Arte, Cultura e Scienza “Accademia” di Livorno;

- pubblicazione, di alcune opere e premi conferiti alla pittrice, sulla rivista BOE’ mesi di giugno e luglio 2008;

- pubblicazione sul sito di SKY Sat8 della registrazione televisiva “Tra Forma e Colore” presentata dal Critico d’Arte ANDREA DIPRE’ nel mese di gennaio 2008;

- pubblicazione sul canale La8 – SKY 828 tutte le domeniche (per sei mesi dal mese di giugno 2008) da parte del critico d’arte Dott. Andrea Diprè dell’opera presentata alla manifestazione Rosso d’Arte a Viterbo.

 

 
 

 
 

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